Mostra curata da Sabina de Gregori
Fino all’11 febbraio 2024, la Villa Reale di Monza presenta la mostra Banksy. Painting
Walls, un grande evento espositivo dedicato al nome più celebre della street art
internazionale contemporanea.
Prodotto da Metamorfosi Eventi, in partnership con SM.Art e WeAreBeside, in
collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, la mostra, allestita negli spazi
dell’Orangerie e curata da Sabina de Gregori, presenta in Italia per la prima volta tre muri
(porzioni di muro) originali dell’artista britannico, tre straordinari pezzi provenienti da
collezioni private, dipinti da Banksy nel 2009, nel 2010 e nel 2018, realizzati a Londra, nel
Devon e nel Galles.
Protagonisti di questi tre lavori sono tre adolescenti, rappresentanti di una nuova
generazione che sembra essere da sempre la più sensibile alle tematiche intorno alle quali
si muovono gli interessi dell’artista inglese, come la situazione climatica, le disuguaglianze
sociali, i migranti, le guerre e i diritti dei popoli.
Season’s Greetings, apparso a Port Talbot, in Galles, nel dicembre 2018, è stato scelto
come immagine della mostra. Si tratta di un’ampia porzione di muro su cui Banksy ha dipinto
un ragazzino con le braccia spalancate e la lingua tesa fuori dalla bocca per assaporare i
fiocchi di neve che cadono dal cielo. Fiocchi che, però, si scoprono essere cenere che si
leva da un bidone della spazzatura in fiamme. Port Talbot è stata definita dall’OMS la città
più inquinata del Regno Unito.
“Il linguaggio immediato della street-art è uno degli strumenti più diretti dei giovani per
rivolgersi al mondo degli adulti”, ha detto il Sindaco Paolo Pilotto, Presidente del Consorzio
Villa Reale e Parco di Monza.
“Banksy interroga la società contemporanea con potenza: che si tratti del concetto di arte
oggi o delle tematiche del secolo, siamo tutti chiamati in qualche modo a prendere coscienza
e rispondere agli interrogativi che ci sottopone attraverso immagini e simboli. Con questa
mostra, Monza diventa sede di una prima assoluta nazionale che consentirà al visitatore di confrontarsi con un artista di fama mondiale da una prospettiva differente, particolare.”
aggiunge Arianna Bettin, Assessora alla Cultura, Villa Reale e Parco e Università.
In mostra – oltre ad altri due muri mai esposti prima in Italia: “Heart Boy” e “Robot/Computer
Boy” – saranno presenti alcuni pezzi unici che arricchiranno ulteriormente il percorso
espositivo, e nel complesso più di settanta opere originali. Gli spettatori potranno
addentrarsi nell’immaginario artistico di un autore che ormai da oltre un ventennio attraversa
la scena culturale mondiale e che anche negli attuali scenari di guerra è intervenuto con i
suoi messaggi artistici, mostrando ancora una volta la sua capacità di stare in mezzo al
presente.
«Questa mostra intende riflettere sul come e il perché le opere di Banksy, originariamente
inscrivibili all’interno del movimento della street art e quindi accessibili a tutti, vengano oggi
estraniate dal contesto urbano e sacralizzate come oggetti d’arte di nicchia – spiega Sabina
de Gregori, storica dell’arte e curatrice della mostra. – Come sostengono Jonathan Z. Smith,
Durkheim e altri studiosi, la qualità di un oggetto sacro ha quasi sempre a che fare con la
separazione fisica dell’oggetto stesso dal suo contesto di provenienza, e questa è la sorte
che tocca alle opere dell’artista di Bristol: vengono spesso recintate, sui loro muri, oltre una
teca, protette e musealizzate, con tanto di targa, diventando estranee al contesto cittadino
nel quale sono inserite. In questo senso, il mercato dell’arte agisce come trasformatore di
una forma artistica pensata per essere democratica e “di tutti”, la street art, in qualcosa di
privatizzato e valorizzato economicamente. Questo processo getta la figura di Banksy in un
limbo: da un lato è ancora visto come uno street artist, ma dall’altro è il suo esatto contrario:
le sue opere sono escluse dal dialogo e dalla critica della sua comunità di riferimento (quella
dei writers), diventando intoccabili e sacre. Questa mostra vuole evidenziare alla massima
potenza questo processo sacralizzante, per mostrare come ormai l’arte di Banksy sia
inscindibile dalla performance mediatica e museale che coinvolge le sue opere».
La mostra intende accompagnare il visitatore lungo un percorso caratterizzato inizialmente
da un allestimento “scarno” che vuole ricordare gli inizi della carriera di Banksy e la
prossimità che poteva avere chiunque passasse davanti le sue opere per la strada.
Proseguendo si innescheranno i meccanismi di sacralizzazione che hanno trasformato i
lavori di Banksy in veri e propri feticci: musealizzati, protetti, posti oltre un confine sempre
più lontano dallo spettatore. «Nella parte finale – conclude la curatrice – vorremmo che il
visitatore sentisse tutta la potenza auratica del mercato. L’esposizione – per la prima volta
in Italia – di tre muri originali e mastodontici, del peso di sei tonnellate, vuole stupire e
sconcertare, sollevare una domanda: la vera arte di Banksy corrisponde forse al suo
processo di sacralizzazione, o quei pochi grammi di vernice avrebbero avuto lo stesso
impatto, se lasciati, tra mille altri, su muri anonimi, là dove erano stati impressi?».
Per Pietro Folena presidente di MetaMorfosi: «Riuscire a portare per la prima volta in Italia
porzioni originali di muro che Banksy ha utilizzato come vere e proprie tele di una irripetibile
arte metropolitana, è stato per MetaMorfosi una grande e impegnativa sfida, con problemi
organizzativi fino ad oggi mai affrontati. Sicuramente però ne valeva la pena e la Villa Reale
di Monza, con i suoi straordinari spazi, è certamente il luogo più appropriato per un evento
così originale».
Informazioni mostra
prodotta da Metamorfosi Eventi, in partnership con SM.Art e WeAreBeside
in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza
con il patrocinio del Comune di Monza
media partner ArteMagazine
30.06.2024 – 11.02.2024
Villa Reale di Monza, Orangerie.